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Arpacal, monitoraggio dei Comuni costieri calabresi, 14 aree non balneabili

Continua il ciclo di seminari che l’Agenzia regionale

per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal) ha preparato insieme al Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria, e questa mattina nel salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, sono stati illustrati ai sindaci dei comuni costieri calabresi, alle province e alle altre autorità competenti in materia, i dati attuali della balneazione, elaborati sulla base della campagna di monitoraggio svolta nel 2014. Il monitoraggio è condotto su 651 punti di prelievo che rappresentano il 94% circa della costa calabrese pari a 670 Km.
“La finalità di questo ciclo di seminari – esordisce il direttore generale dell’Arpacal Sabrina Santagati – è di dare informazioni utili ai sindaci calabresi, prima che la stagione estiva abbia inizio, conoscendo nel dettaglio i dati del monitoraggio che poi, come prevede la normativa, permettono alla Regione di individuare le aree balneabili e non balneabili delle nostre coste. I dati sono frutto di un’attività analitica messa a punto nei 4 anni precedenti e ci informano non solo dell’alta criticità delle nostre acque ma anche delineano le aree non balneabili e per quanto riguarda Reggio rientrano Gallico, Catona, Circolo nautico e velico, Lido Comunale, Pellaro”.
Il numero uno dell’Arpacal illustrando le finalità di questo tour che ha visto tecnici dell’Agenzia ambientale calabrese, contrariamente al passato, presentare su scala provinciale i dati della balneazione e con notevole anticipo rispetto all’avvio della stagione balneare, sottolinea tra le cause inquinanti la “cattiva depurazione e la presenza di versamenti abusivi di acque reflue che vanno direttamente in mare”.
“Diamo ai Sindaci un aiuto per risolvere le eventuali criticità che le loro coste, eventualmente, si sono portate dietro dalla stagione estiva 2014 – conclude Santagati – Un leggero miglioramento è evidente ma il dialogo fitto con tutte le istituzioni, comprese le Capitanerie di Porto con cui abbiamo l’onore di collaborare da quasi un quinquennio, non può che produrre cose buone per il territorio. Attualmente, per la prossima stagione, sono interdette 14 aree e per quelle i sindaci della Provincia di Reggio, già da oggi dovranno predisporre i cartelli di assoluto divieto ai bagnanti”.
Plaude il buon lavoro svolto dall’Arpacal, il sindaco Giuseppe Falcomatà che, pur sapendo che “c’è ancora tanto da fare nonostante qualche miglioramento, quella attuale non è ancora una situazione per cui possiamo ritenerci soddisfatti”. “Come Comune stiamo cercando di fare la nostra parte: qualche mese fa, sono partiti i lavori per i collettori fognari in alcuni punti nevralgici della città – continua il primo cittadino – Obiettivo di ogni amministrazione comunale deve essere quello di migliorare la qualità della vita dei propri cittadini e noi lo stiamo facendo partecipando ai bandi regionali e comunitari, finanziamenti esterni necessari all’Ente visto che con le risorse proprie del Comune si può arrivare fino ad un certo punto”.
Dal report risulta che maggiormente colpite da inquinamenti di scarichi fognari o abusivo risultano essere la provincia di Reggio Calabria e quella di Vibo con la percentuale totale del 2% di acque in qualità “scarsa” distribuita con una percentuale rispettivamente del 66% e del 29%.

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