Evviva, tutti conveniamo sull'esigenza di fermare gli approfittatori, ma vogliamo sapere quanto infine la Regione pagherà per l'accordo in argomento, di durata annuale». «Soprattutto, l'aspetto più taciuto – rimarca D'Ippolito – è che, furbi a parte, la Calabria ha, come certifica uno specifico decreto di Scura, un numero di persone affette da patologie concomitanti superiore alla media nazionale, il che sta alla base delle invalidità. Il problema, allora, è che in via prioritaria bisogna occuparsi dei malati e degli invalidi, che da noi sono di più, e in subordine dei possibili percettori abusivi di assegni di invalidità». «Pertanto – incalza D'Ippolito – è fondamentale che il Fondo sanitario venga ripartito alle Regioni, come ha già proposto il Movimento 5stelle, sulla base del relativo fabbisogno di cure. È questa la vera, unica rivoluzione per livellare la qualità dell'assistenza sanitaria». «Nel silenzio dei vecchi partiti, l'Inps – conclude D'Ippolito – fa buoni affari con la Calabria. Oltre al ricavato per l'accertamento delle invalidità, ha l'agio di pagare meno pensioni, in quanto, come certificato dall'ultimo rapporto Osservasalute, in Calabria i pensionati muoiono prima. Questo Boeri non l'ha detto, e nessuno gliel'ha contestato».