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Unioncamere: Senza aeroporti minori accentuato divario ricchezza-povertà

''Se venissero meno gli aeroporti italiani con traffico inferiore a 2 milioni di passeggeri ci sarebbe uno spostamento di ricchezza dalle aree meno sviluppate a quelle piu' ricche,

accentuando il divario economico e sociale gia' fortemente esistente nel nostro Paese. Considerando l'attrattivita' turistica, la chiusura di questi aeroporti metterebbe a rischio almeno parte dell'ammontare di entrate derivanti dalla spesa del turismo in arrivo, pari ad oltre 1 miliardo e 450 milioni di euro. La spesa e' stimabile in oltre 500 milioni di euro per i soli aeroporti con traffico inferiore a 1 milione di passeggeri l'anno. La percentuale di turisti stranieri che utilizza l'aeroporto per accedere al nostro Paese e' pari a circa il 30% medio. Ma per alcune province periferiche, come Ragusa, Trapani, Taranto, o difficilmente raggiungibili con altre modalita' di trasporto, come Siena e Perugia, la quota e' molto piu' significativa. A Trapani e Ragusa, ad esempio, supera l'80%, a Taranto il 70%, a Siena e Perugia sfiora il 50%''. Sono alcuni degli spunti offerti da uno studio curato per Unioncamere da Uniontrasporti-Iccsai, presentato nei giorni scorsi in occasione del convegno organizzato in collaborazione con Capo Horn. L'analisi ha alzato il livello di allerta in particolare per le scelte che l'Unione europea si appresta a compiere, scelte che minacciano la sopravvivenza della stragrande maggioranza degli aeroporti italiani, e di societa' di gestione che in Italia, come in gran parte dei paesi europei (nello studio e' evidenziato il caso della Germania) non possono stare in equilibrio senza un aiuto pubblico. Aiuto giustificato in Italia dall'esigenza primaria spesso anche di rendere raggiungibili territori e aree del paese che per orografia e assenza di infrastrutture possono confidare solo sull'aeroporto per sviluppare economia e societa' civile. ''Ci troviamo di fronte ad uno scenario di cambiamenti del nostro sistema aeroportuale che produrranno sensibili effetti per le imprese'', ha dichiarato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. ''Per quanto sia importante considerare l'aspetto della redditivita' delle strutture esistenti, nel caso degli aeroporti minori l'attuale disegno europeo ed italiano rischia di essere fortemente penalizzante, in quanto trascura gli effetti prodotti dal punto di vista sociale - maggiori vincoli alla liberta' economica, alla mobilita' delle persone, alla ripresa occupazionale - e ambientale. Sono certo che il sistema camerale, grazie alla sua capillarita' e costante interazione con le economie locali, potra' continuare a dare il proprio contributo con proposte che contemplino e mettano a fattor comune le varie esigenze dei territori, come abbiamo gia' avuto modo di fare in occasione della consultazione sulla proposta di Orientamenti Ue sugli aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree che si e' tenuta a settembre 2013''.

 

 

 

 

Asca

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