si impegna quotidianamente per provare a scoprirne i misteri. Tra i misteri più studiati, in prima fila troviamo il mostro di Loch Ness, o Nessie, una creatura spaventosa che vive nelle acque dell'omonimo lago scozzese.
La sua leggenda è antica, e risale sino al 500 d.C. quando un monaco, che si trovava presso le rive del lago, vide una creatura marina gigante che scacciò con le preghiere. Famoso fu l’avvistamento del 1933, in cui un giornalista scattò la celebre foto in bianco e nero, di quello che si pensa sia il mostro. Nonostante molti studiosi si siano operati, negli anni, per trovare il mostro, ancora oggi si crede che la storia sia una leggenda, un modo escogitato dai paesani per attirare turisti nella loro località.
Eppure, c’è chi ancora studia il caso di Loch Ness, per trovare una spiegazione scientifica e razionale; tra questi il geologo italiano Luigi Piccardi che, con i suoi studi, ha avanzato l’ipotesi che si tratti di un fenomeno di natura geologica, non di un mostro. Secondo Piccardi, infatti, Loch Ness sarebbe il frutto di un’attività geologica, come per molti altri mostri. Il lago, casa ella creatura, sorge infatti sulla linea di faglia Grande Glen a 62 miglia. Quando si verificano piccoli urti, dovuti questa faglia, si crea in superficie un’agitazione dell’acqua; dalla faglia fuoriesce del gas che prenderebbe una forma vagamente allungata come si trattasse di un collo o di una gobba. Ogni volta che si è avvistato il mostro, infatti, i testimoni hanno dichiarato di vedere solo la gobba o la testa.