E' evidente che l'ha fatto per dimostrargli la vicinanza di tutti i cittadini di Lamezia.
E' stato un piacere per noi ragazzi ascoltare il discorso di quest’uomo coraggioso, poiché ci ha insegnato e ribadito l’importanza di avere un comportamento corretto e rispettoso della giustizia per non essere degli omuncoli omertosi e molte cose sono state più chiare grazie alle risposte alle nostre numerose domande. Abbiamo notato come Rocco Mangiardi non si reputi un eroe ma un comune cittadino che ha presente, però, le lezioni di uomini come Libero Grassi.
Proprio come ha detto Rocco Mangiardi: “nella vita le paure vanno affrontate, bisogna saltare gli ostacoli, nonostante ci si possa far male alle ginocchia. Le ferite possono guarire, il rimorso per aver rinunciato alla propria dignità resta sempre”. Egli ha ricordato con orgoglio di cittadino il giorno in cui ha potuto puntare il suo indice in tribunale contro i suoi estorsori, assicurandoli alla giustizia “il nostro dito puntato nelle aule del tribunale è molto più potente delle loro pistole”. È incredibile come Rocco Mangiardi abbia reagito, con la consapevolezza che la mafia avrebbe potuto prendere di mira la sua famiglia. Oggi vive sotto scorta, ha sempre al suo fianco dei gentilissimi agenti di polizia, che lo proteggono come uno scudo.
Eppure non si è mai pentito del suo gesto di ribellione ai mafiosi. A sostenerlo il suo rigore morale, la difesa della sua libertà e dignità e, non ultimo, l’appoggio della sua famiglia.
A fine incontro nelle nostre coscienze e nei nostri cuori sono rimaste impresse le seguenti parole: dignità, libertà, coraggio, fede e onestà.
Daniela Rimotti, Francesco Fiore, Maria Chiara Silipo, Nadia Romano
Classe III E I.C. “ Manzoni” Plesso Anile