e il Corriere della Calabria,edizione online di ieri, propalando notizie coperte da segreto istruttorio, hanno dato risalto,tra l’altro, ad una mia visita all’On Scajola, collega parlamentare, ex Ministro dell’interno,con l’intento di confondere i lettori per farmi ritenere,a torto tra le persone oggetto dell’indagine Il Corriere di Calabria e l l Corriere della Sera dovranno rispondere della diffusione di ipotesi di reato coperte da segreto istruttorio e auspico che gli organi inquirenti ai quali mi rivolgerò nelle forme dovute,possano accertare, chi si sia reso responsabile di averle diffuse. Contestualmente rappresenterò al Ministro della Giustizia quanto sia davvero difficile in Calabria per la magistratura portare avanti indagini delicatissime se all’interno del sistema giustizia si annidano talpe che vanno,assolutamente, scoperte. Da rappresentante delle istituzioni ho avuto più volte occasione di dire che la mafia si costruisce anche l‘antimafia e gran parte della stampa ,oggi purtroppo, gestisce il suo potere tentando di condizionare le poche persone libere. E’ davvero particolare che ogni volta che mi occupo di qualcosa che infastidisce la mafia io sia oggetto di notizie giornalistiche prive di senso come questa:in questo momento, da garante dell’infanzia,sto svolgendo un’attività a favore del diritto alla educazione dei figli di mafia attraverso il loro allontanamento dalle famiglie di origine ex artt. 330 e 333 C.C. alla luce degli importantissimi provvedimenti che il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria sta assumendo da circa un anno. Qualche mese addietro le stesse testate giornalistiche diffusero la falsa notizia che io mi sarei rifiutata di far visita ai minori del campo profughi di Crotone per non essere stata appellata col titolo di onorevole mentre ,in quel momento,stavo accertando che l’Ente gestore di Isola capo Rizzuto non erogava ai profughi, i servizi dovuti, pur intascando milioni di euro,come da convenzione. Eppure se nel nostro Paese ciascuno facesse il suo dovere e tutti gli organi di informazione non indebolissero l’azione di valorosi magistrati propalando, come in questo caso, ocumenti oggetto d’indagine,e non usassero l’informazione come una clava, credo ci sarebbe speranza per un futuro migliore.