si fonda l'Onu, come la pace mediante il mantenimento della sicurezza internazionale, il rispetto dei diritti umani e delle liberta' fondamentali a vantaggio di tutti gli individui e la promozione del disarmo. Non concordiamo pero' sulle modalita' messe in atto dal Governo italiano rispetto alla scelta del Porto di Gioia Tauro per lo stoccaggio di aggressivi chimici. Possibile che ci si ricordi di questa importante infrastruttura per il Mediterraneo in questa occasione? Possibile che la Calabria debba essere messa a rischio solo perche' e' la regione d'Italia piu' debole economicamente?''. Il direttore generale dell'Opac, Ahmet Uzumcu, davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, ha ringraziato l'Italia per il suo generoso contributo, fornito mettendo a disposizione un porto italiano per le operazioni di distruzione di pericolose armi chimiche siriane chiarendo che l'operazione sara' ''singola, non si ripetera'''. ''Ma - prosegue il presidente calabrese delle Acli, Saverio Sergi - non si puo' prescindere dal territorio. Si sarebbe dovuto avviare un percorso di condivisione con le Istituzioni territoriali, Regione e Comuni coinvolti e con l'autorita' Portuale. Solidarizziamo con quei lavoratori che dovrebbero avere a che fare con materiale cosi' pericoloso e che si rifiutano di farlo. E' necessario sapere nel dettaglio, da subito, come si dovrebbero svolgere le operazioni, conoscere i rischi che tali operazioni comportano, e almeno stipulare tramite questa occasione un accordo di collaborazione internazione continua e costante per altro tipo di scambi e commerci. Se il Governo ''si ricorda'' della Calabria - solo perche' ne ha bisogno - in questa situazione non certo positiva, dovra' mettere nero su bianco che si impegnera' in ben altre situazioni favorevoli a creare le premesse di una crescita che porti un po' di linfa e vita ad un territorio e ad un'importante struttura che stanno lentamente ma inesorabilmente ''tirando le cuoia''. Forse solo se si stringe un patto del genere, e le Acli invitano le Istituzioni territoriali e la politica ad impegnarsi per ottenerlo, ponendolo come condicio sine qua non, varra' la pena di sopportare l'ennesimo abuso e l'ennesima violenza che la nostra amata terra subisce ormai da tempo immemore''.
CATANZARO - ''Come Acli non possiamo, ovviamente, non essere d'accordo con i principi su cui





