differenza": bambine e bambini…diversi ma con pari opportunità. Ormai da anni il mondo dell'istruzione, a partire dalla Scuola dell'Infanzia, sta ponendo sempre più attenzione alle problematiche delle "pari opportunità", intese come ricerca e valorizzazione dell'identità personale, come uomo e come donna, e come superamento di ogni forma di discriminazione nei confronti delle diversità. Nel panorama normativo, veramente notevole è stato l'interesse dimostrato verso le pari opportunità: il primo riferimento si riscontra nella Costituzione Italiana che, all'art.3. definisce il bambino e la bambina "soggetti di diritti inalienabili" senza distinzione di sesso, di religione, di cultura. Un riferimento importante è la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. Costruita armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, la Convenzione enuncia per la prima volta, in forma coerente, i diritti ondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo.Essa prevede anche un meccanismo di controllo sull’operato degli Stati, che devono presentare a un Comitato indipendente un rapporto periodico sull’attuazione dei diritti dei bambini sul proprio territorio.La Convenzione è rapidamente divenuta il trattato in materia di diritti umani con il maggior numero di ratifiche da parte degli Stati. Ad oggi sono ben 193 gli Stati parti della Convenzione.La Convenzione è composta da 54 articoli e da due Protocolli opzionali (sui bambini in guerra e sullo sfruttamento sessuale).Sono quattro i suoi p rincipi fondamentali:a)Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.b)Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.c) Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati decono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.d)Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i pro cessi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.L’Italia ha ratificato la Convenzione con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 e ha fino ad oggi presentato al Comitato sui Diritti dell'Infanzia quattro Rapporti. La Commissione Provinciale Pari Opportunità, pone particolare attenzione agli art. 29 e 30 della prima parte della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Sono significative le riflessioni sul delicato compito della scuola, organo istituzionale deputato alla trasmissione di valori sociali e morali: uno dei compiti educativi della scuola, è la conoscenza di sé e dell'altro: " Le consapevolezze educative e le virtù socialisi possono rinforzare e favorire quando si cresce in un ambiente sociale che valorizzi le differenze anziché pretendere l'omogeneità dei comportamenti e l'uniformità dei modelli umani. Proprio il riconoscimento e la valorizzazione delle diversità di circostanze, sesso, nazionalità, cultura, religione ecc. consentono di sviluppare nei bambini il valore dell'universalità della persona e dell'individuazione di norme interrogative. Occorre ricordare l'importanza degli incontri e dei rapporti affettivi con i coetanei di entrambi i sessi, la necessità di non indurre né rafforzare stereotipi maschili e femminili, la positività della coeducazione e il valore dell'esperienza di una varietà di ruoli". Pari opportunità, quindi, per diffondere e rafforzare una nuova mentalità, una nuova cultura centrate su una concezione più ricca e complessa dell'uguaglianza, volta, cioè, a valorizzare le differenze e, fra queste, la differenza di genere, diritto inalienabile della persona. La nostra ambizione è quella di " preparare il terreno", creare l'humus ottimale, dove, ci auguriamo, possano germinare i valori dell'accettazione, della rimozione dei pregiudizi e degli stereotipi, del superamento di ogni manifestazione di discriminazione e valorizzazione ridut tiva della diversità, intesa, molto spesso, ancora come espressione di inferiorità, affinché i/le bambini/e di oggi, adulti di domani, maturino personalità libere e consapevoli della propria identità personale, sociale, culturale.
Alba AMATO





