Cgil, cresce poverta' in Calabria. Insufficienti risposte a emergenza

CATANZARO - ''Il 28% delle famiglie calabresi si colloca al disotto della soglia di poverta'.

In questi numeri la sofferenza e le diseguaglianze in cui vivono migliaia di persone: bambini, giovani, donne, anziani. Sono gli effetti di una crisi dura che si abbatte mese dopo mese sulla condizione occupazionale e sui redditi da lavoro e da pensione e contro cui ne' la Regione ne' il Governo stanno offrendo risposte sufficienti''. Lo afferma, in una nota la Cgil Calabria.

''Il contrasto alla poverta' passa dal lavoro, dalle politiche ad esse finalizzate e dall'accesso a quei servizi essenziali di cittadinanza verso cui le famiglie calabresi sono di fatto deprivati: servizi di cura sociali e sanitari, trasposto pubblico, accesso a nidi, scuola e universita'.
La Legge regionale 19/2013 che prevedeva interventi di contrasto alla poverta' per gli agglomerati urbani, approvata con una dote di 6,1 milioni di euro, oltre a disattendere l'obiettivo sollecitato dalla Cgil di introdurre elementi innovativi, resta da oltre 8 mesi sulla carta perche' manca del regolamento attuativo che definisca i criteri di accesso per i Comuni''.
Per la Cgil e per i temi che si appresta ad affrontare nel prossimo Congresso, ''la condizione di sofferenza del Paese e della Calabria, impegna il Governo e la Regione nella predisposizione di strumenti di contrasto alla poverta' assoluta, da assicurare come Livello Essenziale e strumento di inclusione, definendo un reddito integrato da servizi finalizzati a orientamento, formazione, ricerca occupazionale, cura e promozione della salute, istruzione dei minori''.(ASCA)

Ultima modifica il Venerdì, 29 Novembre 2013 10:47
Vota questo articolo
(0 Voti)