l'art. 8 del DLgs 155/12 che autorizza il rinvio della soppressione, non riconosce un eventuale errore di sottovalutazione dell'importante presidio di giustizia, ne' dimostra di aver recepito le istanze di quella politica che ha profuso dichiarazioni e impegni che nulla di sostanziale hanno prodotto. Quindi, niente applausi per un provvedimento che rispecchia solo una necessita' operativa per non andare incontro al totale disservizio, piuttosto che una consapevolezza delle criticita' che si moltiplicheranno per i cittadini, i lavoratori e gli utenti Il Ministero della Giustizia con Decreto Ministeriale del 5/9 u.s., in applicazione del su richiamato art. 8, ha ritenuto di autorizzare per un periodo di due anni dall'entrata in vigore la trattazione delle controversie in materia civile, lavoro, previdenza e assistenza obbligatoria (pendenti al 13/9/2013) per otto Tribunali in Italia tra cui il presidio di Rossano e, per quest'ultimo estende alla materia penale limitatamente sempre ai pendenti alla stessa data.
Ma cosa succedera' veramente? In applicazione dell'art. 8 il Tribunale di Rossano ''perdera''' la sua autonomia diventando una semplice articolazione del Tribunale accorpante; Il beneficio e' stato concesso non perche' ossequioso di criteri tipo l'orografia del territorio, l'alto indice di criminalita', il disagio per i lavoratori e di tutti gli addetti ai lavori, i cittadini-utenti, ma soltanto in applicazione di un unico parametro che e' la sopravvivenza medi annua di 6874 affari complessivi; Il beneficio riguarda solo gli affari civili ordinari, le controversie in materia di lavoro, previdenza, assistenza obbligatoria, penali pendenti alla data del 13/9/2013: da cio' deriva non solo che tutti i nuovi procedimenti dovranno, successivamente a tale data, incardinarsi presso il Tribunale di Castrovillari ma che anche la trattazione di alcuni procedimenti in materia fallimentare, esecuzione, volontaria giurisdizione, nonche' gli Uffici della Procura della Repubblica (ex Rossano) saranno immediatamente dislocati presso la nuova sede.
La conseguenza di tutto cio' e' un servizio Giustizia al 30%, ancor piu' deleterio di una soppressione, e come detto in tante altre occasioni noi della FP CGIL, siamo sempre piu' convinti che in questo disegno si voglia far prevalere la gestione dei servizi e non il servizio ai cittadini. Il Ministro della Giustizia, aveva fatto intendere, aveva promesso, l'esatto contrario di quanto poi ha fatto con il DM del 5 settembre 13. Il Decreto non puo' considerarsi un ''correttivo'' bensi' un palliativo ... una presa in giro per la Calabria, per Rossano che, chiede semplicemente che venga garantito il servizio Giustizia attraverso il mantenimento di un presidio giudiziario come quello di Rossano - 150 anni di storia giudiziaria, per quei mille motivi che noi della FP CGIL sin dal primo incontro istituzionale al Ministero con il Capo Dipartimento abbiamo ampiamente e puntualmente documentato. L'auspicio e' che questi due anni (che produrranno certamente gravi disservizi) possano far riflettere Il Signor Ministro, e si pensi al mantenimento definitivo del presidio di Rossano. Ci auguriamo che prevalga il buon senso. Asca





