che, con l'invio della Commissione d'Accesso antimafia, disposta dal Prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, ha arrecato un danno devastante, irrimediabile alla intera citta' di Rende, di fatto in questo modo criminalizzata". Corbelli parla di "vero e proprio sfregio (anche se naturalmente non voluto) arrecato alla immagine e alla credibilita' di Rende, alla sua storia, alla civilta', alla cultura, alla intera comunita', con l'invio della Commissione di accesso per quell'accusa ad alcuni ex amministratori di condizionamento mafioso. Non sono sino ad oggi intervenuto sul cosiddetto caso Rende, perche' ho preferito aspettare il pronunciamento della Cassazione, fermo restando quella che e' la mia grande considerazione per il modello Rende (piu' volte manifestata pubblicamente in questi anni) e la stima personale per i due ex amministratori, Umberto Bernaudo e Pietro Ruffolo, afferma Corbelli. Bisogna avere sempre rispetto per l'operato della magistratura e distinguere l'accusa dalla verita' dei fatti acclarata nei processi e con sentenze definitive".
Corbelli, arrecato un danno devastante al Comune di Rende
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo la nuova sentenza della Cassazione, emessa ieri sera, che ha rigettato il ricorso della Dda di Catanzaro e ha escluso l'aggravante mafiosa per il "caso Rende", interviene per denunciare quella che "definisce una vicenda gravissima e inquietante,





