"Carissimi Cittadini, come saprete, martedì 7 gennaio le farmacie della provincia di Catanzaro, oppresse da tre mesi di mancati rimborsi delle ricette da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, resteranno chiuse, salvo quelle di turno. Risultato: i cittadini della Provincia di Catanzaro non potranno acquistare farmaci, se non nelle farmacie tenute ad espletare servizio continuativo in base ai turni determinati dall’Azienda Sanitaria territoriale competente. D’altra parte, come detto, le farmacie si trovano, purtroppo, nella effettiva impossibilità di continuare ad anticipare denaro per conto del Servizio Sanitario Nazionale, soprattutto nell’assenza totale di una qualsiasi forma di rassicurazione da parte della ASP circa tempi e modalità di pagamento dei debiti pregressi. Si tratta di crediti tanto ingenti che, se non recuperati tempestivamente, condurranno al tracollo molti esercizi, soprattutto quelli più piccoli, ubicati nei centri minori. Ciononostante, pur nella grande preoccupazione per la sopravvivenza del proprio lavoro e delle proprie attività, i farmacisti, che quotidianamente vivono tra i propri concittadini e da sempre lavorano per essi, sono fortemente e sinceramente preoccupati delle conseguenze che colpiranno gli assistiti e non vogliono tralasciare nessun tentativo per evitare ciò. Ed è questo il motivo che mi ha spinto a scrivere a tutte le Autorità, per chiedere un Loro intervento presso l’A.S.P. di Catanzaro e la Regione Calabria volto a sollecitare la necessaria attenzione al problema e a scongiurare l’imminente chiusura delle farmacie, dal momento che i rappresentanti dei farmacisti di Catanzaro hanno, invano, invocato più volte un incontro con la Parte pubblica. Tuttavia, essendo i farmacisti i primi a raccogliere le lamentele della cittadinanza, pare doveroso esprimere loro la più viva solidarietà e le più fervide scuse per i disagi che andranno a sopportare, per quella che è l’ennesima forma di protesta nei confronti di una crisi tutta e solo del sistema sanitario calabrese, che i farmacisti, loro malgrado, non sono riusciti a scongiurare. Continuiamo, comunque, a sperare che i responsabili di A.S.P. e Regione si decidano a prestare la dovuta disponibilità con atti concreti relativamente al pagamento immediato della rimessa di settembre, ed entro fine mese della rimessa di ottobre 2013, con la garanzia della regolare corresponsione mensile delle rimanenti spettanze dovute per il 2013 e le successive per l’anno 2014, fino a garantire la correntività entro la fine del corrente anno, scongiurando così non solo lo sciopero del 7, ma anche ulteriori e più dure manifestazioni di protesta, quali il passaggio all’assistenza indiretta".
Farmacie chiuse il 7 gennaio, la lettera della Federfarma
Di seguito la lettera del presidente di Federfarma, Vincenzo Defilippo, rivolta ai cittadini.





