Il 6 giugno assemblea Anci a Lamezia Terme su rifiuti e trasporti: i sindaci della Calabria contro aumenti e tagli operati dalla Regione su servizi essenziali per i cittadini

Un importante appuntamento attende i sindaci della Calabria domani a Lamezia Terme per l’assemblea convocata dal sindaco

di Crotone e presidente di Anci Calabria Peppino Vallone a seguito del Direttivo che si è tenuto nei giorni scorsi.

Sul tavolo dei primi cittadini, convocato alle ore 10.00 all’Hotel Lamezia, si è abbattuto come un macigno la rimodulazione della tariffa regionale dei rifiuti solidi urbani per l’anno 2014.

Quella operata dalla Regione Calabria, presentata sotto il nome di rimodulazione, è in realtà un vero e proprio aumento.

Un raddoppio, in pratica, delle attuali tariffe che viene a minare ancora di più la tenuta economica di tanti comuni della Calabria, che penalizza i cittadini e al quale non corrisponde un servizio efficiente ed efficace.

Solo per fare riferimento alla tariffa di conferimento dei rifiuti urbani indifferenziati si passa dall’attuale 91,84 € per tonnellata a 176,29 €/t.

Nel provvedimento del Dipartimento Politiche per l’Ambiente della Regione Calabria è tutto un rosario di aumenti che vanno dal 100% al 300% se si guarda ad altre categorie come RSU o trattamento della frazione organica.

Questi aumenti stridono con la tariffa di smaltimento ponderata nazionale che si attesta sui cento euro. La Calabria schizza in avanti senza che a questo clamoroso aumento corrisponda una effettiva politica di gestione efficace del ciclo dei rifiuti.

I sindaci della Calabria hanno deciso di non assistere passivamente a queste decisioni che passando sulla testa dei Comuni ricadono su di essi e sui cittadini in maniera devastante e domani si incontreranno a Lamezia per discutere della situazione e per adottare tutte le iniziative tese alla salvaguardia degli interessi delle comunità amministrate.

Altro tema caldo dell’assemblea Anci sarà quello dei trasporti. Anche in questo caso di è assistito a tagli lineari ed indiscriminati che stanno profondamente incidendo sul diritto alla mobilità dei cittadini calabresi.

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