Legambiente, salviamo mare e piccoli pescatori

Catanzaro - ''La crisi della pesca nella nostra regione e le dure proteste delle marinerie calabresi impongono una seria riflessione, perche' è chiaro che il futuro della Calabria passa dal mare e dalle coste, e dunque dalle sinergie che in futuro si sapranno costruire tra turismo e pesca''. Lo si legge in una nota di Legambiente Calabria.

 

''Vogliamo fornire - continua la nota - un contributo al dialogo e al percorso costruttivo avviato su iniziativa della Cgil Calabria con i pescatori. E' fondamentale nella nostra regione cogliere l'occasione rappresentata dalla riforma della ''Politica comune della pesca'', uno strumento che puo' rivelarsi utilissimo per far uscire il settore dalla crisi che vive. Occorre avviare una politica di condivisione e di confronto con gli attori istituzionali, la gente di mare, con il mondo scientifico, le forze sociali ed ambientaliste per fermare la pesca eccessiva, mettere fine alle pratiche distruttive e a conseguire un giusto ed equo utilizzo degli stock ittici in buona salute''.

''Pare ormai condivisa la valutazione sul sovrasfruttamento di buona parte degli stock europei e mediterranei in particolare. In questo il nostro Paese non rappresenta un'eccezione: l'emergenza cronica, che dunque non ha piu' nulla dell'eccezionalita', fa registrare una diminuzione media del 5-6% dei quantitativi pescati tra il 2004 e il 2009 e del 4-5% dei ricavi e dei posti di lavoro. In una situazione del genere la riforma della Pcp dventa allora occasione per ripensare un modello fallimentare: il pescato non piu' superare la capacita' riproduttiva delle specie, e rispettando queste condizioni si potra' raggiungere entro il 2015 quel ''rendimento massimo sostenibile'' auspicato dall'Ue. Il tutto a salvaguardia del patrimonio ittico, ma anche dei profitti''.(asca)

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