Rapporto Svimez 2013, Molinari : "Tragica fotografia del Sud.

Molinari: "La Calabria si liberi di una classe politica e dirigente rapace."

ROMA - Una fotografia impietosa, si legge in un comunicato qui riportato, quella scattata dal Rapporto Svimez 2013, che ritrae un Mezzogiorno a rischio di desertificazione industriale, dove i consumi non crescono da cinque anni e l'emigrazione ha raggiunto cifre rapportabili ai periodi più bui di questa terra. Il tasso di disoccupazione reale supera il 28% (con quello giovanile che supera il 50%), crescono le tasse e si tagliano le spese ; ciò mentre una famiglia su sette guadagna meno di mille euro al mese e, in un caso su quattro, il rischio povertà è dietro l'angolo anche con due stipendi per nucleo familiare.
Numeri tragici che raffigurano la disperazione di un Sud abbandonato dalla classe politica - locale e nazionale - e dalle istituzioni, da essa occupate, e che non riescono a nascondere, malgrado la propaganda dei mezzi di informazione "amici", un Meridione attraversato da una crisi senza precedenti che fa scappare i suoi figli migliori, i giovani neo-laureati, costretti a vivere la rabbia dell'abbandono nella ricerca della sopravvivenza, più che di dignitose opportunità.
Sono convinto che se il Sud, per le sue immense potenzialità e risorse, non si libererà del suo vittimismo e di una classe politica e dirigente rapace, buona solo a spargere clientele ed assistenzialismo, oltre che rimanere asservito ad un Nord che lo considera - al più - la propria pattumiera, rimarrà abitato solo da schiavi, sempre più vecchi e improduttivi.
Di più, è la stessa Italia che, se non si renderà partecipe di quel vero risorgimento meridionalista che dovrebbe impiegare queste risorse inutilizzate, è destinata ad essere serva, senza sovranità e speranza di futuro, di un'Europa nord-centrica.
Mi chiedo se noi calabresi avremo mai la speranza di riconquistare la dignità di essere realmente cittadini di questa Nazione ; il trovarmi, temporaneamente, in Parlamento mi ha fatto partecipare con maggior dolore e solitudine al senso di rassegnazione che arriva dalla mia terra, ancor più accentuato dai vuoti interventi dei professionisti delle parole al vento, mentre sarebbe necessario che si levasse un vento di ribellione civile.
Dieci giorni fa ho denunciato l'inconsistenza della nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2013 - bocciandola come ho bocciato, in precedenza, il Documento medesimo - perché le direttrici lì espresse, necessarie - dicono - per uscire fuori dall'impasse della crisi economica, altro non sono che artifici contabili, creati ad hoc per falsamente tranquillizzare i cittadini e, al contempo, i mercati finanziari mondiali. Non c'è niente di più sbagliato dell'utilizzare una bugia per risolvere i problemi reali di un Paese, soprattutto quando è evidente l'assenza di un intervento serio per risollevare quella parte così importante del Paese rappresentata dal Meridione.
Non stupiscono, dunque - pur amareggiandoci - i dati del Rapporto Svimez, perché siamo consapevoli del livello della classe dirigente con cui abbiamo a che fare e preferiremmo, pertanto, non leggere certi nauseanti commenti da parte di chi è stato - e lo è tuttora - artefice di questo sfacelo economico e sociale.


Francesco Molinari - M5S
cittadino eletto al Senato

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