di intensificare le comunicazioni e gli scambi: dalla scrittura su papiri alla stampa, dalla ferrovia al telegrafo. Cosi', e' oggi per la moderna rivoluzione di Internet e cio' esprime non solo la rilevanza sociale delle innovazioni, quanto, come evidenzia nei suoi libri Padre Antonio Spadaro, la considerazione piu' importante a loro riguardo: esse rispondono a desideri "antichi" e danno forma a bisogni e valori che sempre l'essere umano ha avuto: relazione, comunicazione, conoscenza, condivisione". Lo ha detto Anna Rotundo, responsabile dell'ufficio stampa del Movimento Cristiano Lavoratori Calabria, in occasione del convegno "L'impatto delle nuove tecnologie sulle famiglie e i giovani", promosso dal Forum delle Associazioni Familiari della Calabria e svoltosi a Catanzaro "Al di la' dei rischi molti rischi, - ha aggiunto - come la dipendenza patologica da Internet, l'uso improprio dei dati o gli abusi sessuali, il cyber bullismo, ecc, rischi dai quali quotidianamente le agenzie educative mettono in guardia i ragazzi, la rete offre la possibilita' di condividere interessi e aggregarsi ad altre persone con sensibilita' e passioni simili, superando con la velocita' di un click i confini spaziali e geografici. Gli strumenti messi a disposizione dalla Rete permettono ai giovani di rimanere in contatto con gli amici di tutti i giorni, mantenere le amicizie nel tempo o farne di nuove. Tramite Internet i ragazzi sperimentano molteplici e infinite identita', con passaggi continui tra mondi virtuali e reali. Grazie alla rete, possono approfondire e conoscere meglio argomenti, temi e fenomeni del nostro mondo e del passato, con una velocita' di risposta che nessuna enciclopedia e' in grado di fornire. Sono quindi assolutamente convinta - ha detto - che arginare la diffusione di Internet tra i giovani e' non solo praticamente impossibile, ma neanche giusto; internet e' ormai parte costituiva dell'identita' sociale e personale dei ragazzi: i ragazzi che non hanno la connessione in casa o ne sono privati per punizione, soffrono di tale privazione e si sentono lesi nei loro diritti perche': "se non sei collegato, sei tagliato fuori". Piuttosto, invece, per genitori ed educatori credo e auspico che si operi negli attuali scenari mediatici utilizzando le nuove tecnologie e i media come "ponte formativo", capaci di attirare l'attenzione e intercettando le domande di senso piu' o meno implicite che i ragazzi inconsapevolmente portano con se'. Questo, pero', con la finalita' prioritaria di educare, trasmettendo visioni della vita, narrazioni, assetti valoriali e di significato, riflessioni di senso". "In ambito familiare e scolastico, quindi, con una vera e propria "alleanza" tra genitori, insegnanti e figli, quella che ormai e' definita "la media education", potrebbe rappresentare - secondo Anna Rotundo- un'ottima strategia educativa e relazionale con una duplice ottica: la prima tesa a svelare e denunciare contenuti pericolosi, e la seconda tesa a "inculturare" e valorizzare la tecnologia e cio' che puo' offrire al bello, al buono e al vero della vita familiare e sociale. Operando da anni nella scuola, - ha poi detto- io colgo nei giovani perennemente "connessi" la ricerca di un senso piu' profondo che come insegnante cerco di dare alle loro relazioni virtuali: c'e' una grande solitudine e un disperato bisogno di contesti educativi , in primis la famiglia, in cui ricevere riconoscimento, sostegno e accompagnamento. Chi dara' risposta alle domande dei nostri "nativi digitali" : "chi sono? da dove vengo? conto qualcosa? che sara' di me? "? Ebbene, se certamente la dimensione esistenziale, antropologica e cognitiva e' qualcosa che va oltre qualsiasi "notizia" frammentata o "mi piace" trovati sulla home di facebook, credo che si possano pero' "sfruttare" le nuove tecnologie e i social network come "ponte formativo" in grado di catturare l'attenzione, intercettando e facendo emergere le domande pedagogiche implicite che i ragazzi inconsapevolmente portano con se', per trasmettere una visione della vita, per dare criteri di senso per le scelte.Questo richiede agli adulti una capacita' innanzitutto di stare con i figli, di essere-per e di essere-con, di entrarci in relazione, di essere significativi ed anche affascinanti. Auspico - ha proseguito - una famiglia e una scuola che abbiano tante "connessioni", le quali sfociano pero' in vere "relazioni" : che portino i nostri figli, ad esempio, a contatto con gli oratori, con pratiche di volontariato, che tanta soddisfazione regalano, cosi' come ad un impegno nell'associazionismo cattolico fatto di socialita' autentica, con appartenenze e frequentazioni identitarie e valoriali, perche' le identita' virtuali siano anche vere e reali, per offrire un largo orizzonte di senso alle nostre vite. Perche', per dirla con Giorgio La Pira, " I giovani sono come come le rondini: sentono il tempo, sentono la stagione: quando viene la primavera essi si muovono ordinatamente, sospinti da un invincibile istinto vitale - che indica loro la rotta e i porti!- verso la terra ove la primavera e' in fiore!"".
Agi





