Senza sanità anche il turismo è a rischio

Visti i recenti gravissimi fatti di questi giorni (vedi ordinanza del Sindaco di Cosenza,
intervento del sub-commissario Pezzi sul Direttore Generale del ASP e contro-risposta del Sindaco Occhiuto...), che vanno ad aggiungersi  ad un processo ormai cronico di sbriciolamento progressivo della sanità calabrese, il messaggio che tragicamente giunge all’opinione pubblica è: “Stare in Calabria o anche andarci in vacanza è pericoloso... se perfino in una grande città come Cosenza si corre il rischio di non poter essere curati...!”.
   Questo perché gli amministratori ed i politici locali si ostinano a non applicare una Legge (D.Lgs. 90 del 24.06.2014), già in vigore dal 25 giugno scorso. Basta leggere quanto scritto nero su bianco agli artt. 3 e 4 del citato decreto legge:
Art. 3, comma 5: “Negli anni 2014 e 2015 le regioni e gli enti locali sottoposti al patto di stabilità interno procedono ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale
complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 60 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente.”.
Art. 4, comma: “Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti di cui all'articolo 2, comma 2, appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento, previo assenso dell'amministrazione di appartenenza. Le amministrazioni, fissando preventivamente i criteri di scelta, pubblicano sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere.”.
   Viene da domandarsi perché... forse perché chi dovrebbe prendersi la responsabilità di decidere e di svolgere il proprio mandato o comunque il lavoro per cui è pagato profumatamente dalla collettività, non avendo problemi di soldi, di lavoro e di ferie... forse nemmeno di salute (andrebbero certamente a farsi curare altrove!) se ne fregano in ultima analisi della gente comune, che vive in Calabria e pure dei turisti che tutti vorremmo arrivassero da noi, senza paura di trovarsi abbandonati in un’astanteria o in una corsia d’ospedale deserta... Così anche il commercio andrà a rotoli... e di conseguenza tutto il tessuto produttivo regionale... Perfino la ‘Ndrangheta finirà per rimetterci...
   Allora forse i nostri politici ed amministratori lo fanno per condurre una battaglia efficacissima contro la criminalità organizzata? Ora ho capito... ma bravi!
   Su, non scherziamo... Forse sarebbe più serio svendere la Calabria ad uno Stato estero più responsabile, che sappia rifondarla e non affondarla!
(Autoblues)
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