sul problema della sicurezza del campus univeritario di Arcavacata di Rende.
"Nonostante l'Universita' sia il luogo di cultura per antonomasia, - si legge - il tempio del sapere, dove ogni famiglia, specie in periodi di crisi generalizzata come questo, investe sul futuro dei propri figli con sacrificio, e' imbarazzante, oltre che ignobile, assistere ancora ad avvenimenti di gran lunga lontani dalla convivenza pacifica e dal rispetto reciproco. Il problema della sicurezza nel campus, e' purtroppo un ostacolo che deve essere combattuto con rigore, un male da debellare, perche' discosta dai principi deontologici, oltre che morali e legali. E' tempo dunque - sostiene lassociazione - che la comunita' accademica si impegni immediatamente a mettere a fuoco tale criticita', trovando una soluzione nell'immediato. Sono tanti gli avvenimenti da poter raccontare: stupri e violenze di ogni genere e specie. Cio' accade all'imbrunir del cielo e sempre in uno specifico giorno della settimana, in concomitanza di eventi e feste non ovviamente autorizzate, che si ripropongono settimanalmente con tacito assenso. Con quanto precedentemente affermato - precisa la Rdu - non si vuole dare colpe a qualcosa o a qualcuno ma porre e/o riproporre l'attenzione delle istituzioni su cio' che avviene ciclicamente all'interno dell'Ateneo".
Secondo l'associazione, "la comunita' studentesca, composta da giovani, oltre allo studio, deve anche aver diritto a momenti goliardici, ma se il divertimento diventa sinonimo di ferocia allora ci si deve soffermare a riflettere con oculatezza su quanto avviene, perche' la nostra comunita' pur essendo variegata, non e' di sicuro composta da soggetti razzisti e/o xenofobi. Il problema, sorge, perche' purtroppo ai "festini" (poco sorvegliati) prendono parte personalita' che nulla hanno a che vedere con l'unical, provenienti da centri sociali-riabilitativi, dunque soggetti che non dovrebbero avere il riconoscimento alla partecipazione, non perche' discriminati o considerati "scarti della societa'", ma semplicemente perche' non iscritti al nostro glorioso ateneo. Quanto detto in merito alla questione dal Magnifico Crisci, ovvero la volonta' di proporre al piu' presto un attento esame della situazione alle autorita' preposte sul territorio, ci lascia intendere che in futuro non si raccontino ulteriori nefandezze a riguardo, ma soprattutto ci auguriamo che questi eventi non vengano ribattezzati come il festival de "Giovedi' Rosso Sangue", finche' qualcuno non prendera' seri provvedimenti. Noi apprezziamo le iniziativa serali e/o notturne che mirano alla rivitalizzazione del Campus e favoriscano l'integrazione e l'accrescimento sociale ma pretendiamo che tali iniziative avvengano in spazi adeguati dove la sicurezza e l'incolumita' delle persone sia garantita. Pertanto - si legge infine - ci auguriamo che il nuovo Rettore promuova si' ogni evento socioculturale e di aggregazione serale nel Campus, ma che garantisca nei suoi spazi la sicurezza di tutti gli studenti e non chiuda gli occhi su eventi palesemente non autorizzati , non a norma e illegali". (AGI)





