ma simbolico gesto di solidarietà nei confronti di altri profughi rimasti coinvolti nel terremoto che ha colpito le province a cavallo tra Lazio, Marche e Abruzzo: destinare loro il cosiddettopocket money- la piccola somma che viene assegnata ai rifugiati per le spese personali, pari a circa 2,5 euro al giorno. Lo rende noto il coordinatore Sprar Gioiosa Ionica Giovanni Maiolo. «Stiamo cercando di capire come aiutarli a fare il versamento e a chi - ha spiegato Giovanni Maiolo, coordinatore dello Sprar di Gioiosa Ionica -, ma vorremmo sottolineare questo piccolo ma rilevante gesto di aiuto tra popoli, da parte di chi si è sentito accolto e vuole in qualche modo ricambiare la solidarietà». Una risposta indiretta anche a quanti, già nelle ore immediatamente successive al sisma, sui social network hanno polemizzato sulle risorse spese per il mantenimento dei centri di prima accoglienza che potrebbero invece essere destinate ai terremotati.
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