La piéce che hanno messo in scena, “Natale in casa Ritrovato”, narra di una famiglia la quale si trova ad accogliere, in casa, dei “rifugiati” molto speciali, Giuseppe, Maria e il Bambino Gesù.
Essi, per l’occasione, diventeranno il presepe vivente, risolvendo il problema della famiglia ospitante che, trovandosi con tutte le statuette rotte, non sarebbe riuscita ad allestire la scena della natività. Ad un appuntamento tradizionale che è nel cuore di grandi e piccoli, si è voluto associare un contenuto molto attuale, quale quello del dramma dei migranti che mettono a repentaglio la loro vita in vista di un approdo in terre più accoglienti e capaci di dare loro un dignitoso avvenire.
Il teatro diventa così una modalità comunicativa, in cui le emozioni vengono espresse attraverso una gestualità diretta da contenuti ideativi governati da un “contenente” creativo e, perciò stesso, adattivo. Gli stessi ospiti, infine, hanno voluto rinverdire la tradizione del presepe, allestendolo all’ingresso principale della struttura, per la gioia delle tante famiglie entusiaste che vanno a visitarlo.





