Scandalo Calabria in tv su La 7

E meno male che Corrado Formigli ha avuto almeno il buon gusto di mandare in onda il servizio della vergogna calabrese ormai a trasmissione finita, ben oltre la mezzanotte.

E’ auspicabile infatti che a quell’ora davvero in pochi si siano messi a dare un’occhiata a “Piazza Pulita” altrimenti la già degradata reputazione dei calabresi in politica sarà scesa a livelli davvero infimi.

Tragico lo scenario rappresentato da un inviato di Formigli in consiglio regionale a proposito dell’inchiesta sui rimborsi delle spese dei consiglieri. Il giornalista fa domande irriverenti, ma puntuali e nessuno degli intervistati risponde. Nessuno. Scappano alla vista delle telecamere e in il quadro che ne viene fuori è desolante per davvero non fosse da piangere allo stesso tempo. Il cronista chiede conto delle presunte spese per gratta e vinci, per lap dance, per cene bucoliche consumate alla faccia dei calabresi ma nessuno risponde. Da Adamo a Bilardi passando per Franco Talarico è un imbarazzante farfugliare senza il niente dentro.
Ma il clou la Sette lo raggiunge andando a frugare dentro il caso di Luigi Fedele, oggi potente assessore del Pdl della giunta Scopelliti e in passato anche capogruppo del Pdl in consiglio regionale per due anni consecutivi. Il cronista, proprio a proposito di questo lasso di tempo in cui aveva responsabilità oggettive sulla firma dei bilanci dei gruppi, gli chiede conto ovviamente delle spese. Fedele riconosce la sua firma in calce ai documenti contabili ma ovviamente non risponde delle successive spese analitiche dei singoli consiglieri. Ad un certo punto il giornalista sale di piano a Palazzo Campanella e va alla porta del dirigente generale di settore che liquida poi ogni anno i gruppi consiliari. Si chiama Giovanni Fedele, è il fratello di Luigi. Già, è proprio così. Giovanni liquida o ha liquidato per anni Luigi fidandosi evidentemente della firma sui bilanci del fratello maggiore. E non è tutto. Giovanni Fedele, scopre il cronista, è diventato dirigente a seguito di un concorso bandito nel 2004 dalla presidenza del consiglio regionale dell’epoca. E chi era presidente del consiglio regionale nel 2004? Ma ovviamente lui, il fratello Luigi. Dunque riepiloghiamo. Luigi fa diventare Giovanni dirigente per le liquidazioni ai gruppi poi sempre Luigi diventa capogruppo di un partito che ovviamente viene liquidato dal fratello nel frattempo in possesso della poltrona. Complimenti. In sala, terminato il servizio, non si sa se ridere o piangere…

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