Spettacolo teatrale immigrati a Sellia Marina

Spettacolo teatrale immigrati a Sellia Marina

La Cooperativa “Albatros 1973 s.c.a.r.l” ha partecipato

giovedì 10 Agosto scorso, con un’applauditissimaperformance teatrale di ospiti e operatori dal titolo “Il cavaliere Incantato”, alla manifestazione “La Notte dei Desideri 2017” che, giunta quest’anno alla IX edizione, si svolge a Sellia Marina e attrae ogni anno migliaia di spettatori.
La Cooperativa è ente gestore di due Centri di accoglienza straordinaria sul territorio del Comune di Sellia Marina (CZ), oltre che in diverse altre regioni d’Italia, e opera da più di un anno sul territorio comunale con impegno e con il manifesto obiettivo di collaborare sempre più pienamente con le istituzioni locali e le realtà associative già presenti sul territorio al fine di migliorare e incentivare l’accoglienza dei suoi giovani ospiti.
La Cooperativa Albatros, che aspira a rappresentare per la provincia di Catanzaro un esempio di best practicesnella gestione dell’accoglienza di cittadini stranieri, ha accolto con entusiasmo l’invito a partecipare alla manifestazione che ha rappresentato, sia per i ragazzi stranieri coinvolti che per gli operatori sociali impegnati nel lavoro quotidiano, un momento di svago e di lavoro sui temi dell’integrazione, dell’Intercultura e della crescita, personale e collettiva.Temi tutti affrontati nella performance messa in scena e concepita e realizzata sotto la guida di Alessandro Rosellino Feudale, esperto in pedagogia didattica teatrale e artistica in un percorso di laboratorio espressivo e creativo che ha coinvolto ragazzi e operatori per diverso tempo.
La performance “Il Cavaliere Incantato” affronta il tema del viaggio, esperienza chiave delle migrazioni, attraverso un riadattamento del mitico viaggio dell’Odisseo e lo trasforma in un viaggio degli uomini. Con uno sguardo mai paternalistico ma consapevole, alternando momenti di profondo coinvolgimento emotivo alla forza della danza e della canzone, le disavventure del mare, protagonista assoluto, si trasformano nelle disavventure di tutti, legati al presente da un passato fatto di comune tensione al viaggio che ci trasforma continuamente, da ospiti a accolti, e viceversa, alla scoperta dello straniero/altro che è in tutti noi.
L’intera performance è stata realizzata attraverso la chiave di lettura del “teatro di figura” e l’utilizzo di elementi scenici e materiali “poveri” nati da un attento lavoro del riuso e realizzati dai ragazzi: maschere, totem di carta, vele di stoffa, etc. in un’ideale continuità con l’elemento che guida l’intera perfomance e la rende fruibile da qualunque tipo di pubblico: la semplicità, il ritmo, il movimento, elementi universali, che uniscono e mai dividono.
A chiudere la rappresentazione, l’esecuzione di Hallelujah, celebre brano di Leonard Cohen, un inno alla vita, e alle gioie e le sofferenze che contiene inevitabilmente, ma anche un inno ad accogliere la diversità, una canzone che ricorda che esistono diversi tipi di hallelujah e tutte le hallelujah perfette e infrante hanno lo stesso valore. È un desiderio di affermazione della vita, non in un qualche significato religioso formale, ma con entusiasmo e con emozione.

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