Su "CatanzaroPolitica" rivivono tradizioni Catanzaro

CATANZARO - Una riscoperta della Catanzaro attraverso i tempi, dal brigantaggio alle tradizioni popolari, alle costumanze

dell'epoca. Pubblicazioni con forti accenti satirici, come 'U Strolacu', diretto da Raffaele Cotronei e che registrava puntualmente, al giovedi', giorno d'uscita, lunghe file di cittadini fuori dal " putichinu", dove avveniva la vendita. Era fine Ottocento. Ma anche storie di poeti ed intellettuali come Antonio Scalise o Scalese (colpa di una registrazione sbagliata all'anagrafe), ormai dimenticati o quasi. E poi le storie quotidiane, del popolino, sia detto non in senso riduttivo, con i suoi vizi e le sue virtu'. Il tutto raccontato spesso in vernacolo, contribuendo a tenere in vita una lingua ed una cultura che altrimenti rischiano di sparire.
 E' il progetto portato avanti dalla collaborazione tra una testata d'informazione online "CatanzaroPolitica", (www.catanzaropolitica.it) diretta da Alfonso Scalzo, e da Silvestro Bressi. 

"Giornalista pubblicista, direttore artistico della Compagnia di teatro dialettale 'A Trambia', per lunghi anni segretario nazionale dell'ENAT, Ente Nazionale Arti e Tradizioni Popolari di Roma, Bressi - spiega Alfonso Scalzo - e' soprattutto un 'contastorie', depositario di una 'cultura orale' che egli stesso perpetua intervistando i discendenti di personaggi storici catanzaresi e della provincia, o investigando, sempre attraverso i racconti degli anziani, fatti che spesso si confondono tra storia e leggenda, ma che costituiscono il sostrato culturale della 'catanzaresita''.
  Grazie anche alla gentile concessione dell'editore Vincenzo Ursini - spiega - che ha permesso di far pubblicare stralci di opere contenute nella sua collana editoriale, con piccole incursioni nella storia catanzarese Bressi fa emergere la brigantessa Ciccilla o Pietro Corea, il crudele capo degli albesi, o uomini politici che s'impoverirono per la citta', come don Peppino Rossi, fondatore dell'orfanotrofio cittadino.
  Fino all'attuale pubblicazione, sempre su "CatanzaroPolitica" di Cumpara o cummara 'e mazzettu: un patto di 'fedelta'' inteso in senso ampio, all'ombra di S. Giovanni. Si ride, a volte. Si apprende qualcosa, sempre. Dimenticare le proprie origini e la propria storia, - conclude Scalzo - non e' mai salutare". (AGI) 

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