"Ti salutu ped'i ficu": Lezioni di cosentino, volume 1 al Teatro dell'Acquario

Si chiama «Lezioni di cosentino, volume 1» lo spettacolo teatrale con cui Nunzio Scalercio chiuderà la stagione 2013 del teatro dell'Acquario di Cosenza.

Domenica 29 e lunedì 30 dicembre, alle ore 21:00, sulle tavole dello storico teatro off bruzio, sarà messa a nudo la Cosenza degli ultimi tempi.
Tanti gli ospiti che si alterneranno nelle due serate: John Trumper e Marta Maddalon (professori di Glottologia e Linguistica Generale dell'Università della Calabria) scioglieranno molti nostri dubbi linguistici (che significa «rarica di tutumaglio»? «Non chiavarci a na turra» si può dire in televisione? Perché si dice «Ti salutu ped'i ficu»?); l'attrice Francesca Marchese farà rivivere Donnu Pantu, il Dante Alighieri della Calabria, attraverso una particolare interpretazione della «Cazzeide», accompagnata dai musicisti Leon Pantarei Vulpitta e Checco Pallone.
Sono due i duetti previsti da Scalercio: con Rosa Martirano, regina incontrastata del jazz cosentino e con l'attore Lindo Nudo, direttore artistico della compagnia Teatro Rossosimona e della residenza “Un piccolo teatro d’arte per l’area urbana”, assieme al quale interpreterà per la prima volta dal vivo, tra le parodie cult di Spigaweb, la più discussa, quella che ha movimentato in un certo qual modo il dibattito politico cittadino dell'anno che si chiude.
Saranno tre le nuove video-parodie (tra cui quella che fa il verso a un notissimo spot con George Clooney, in cui l'autore di Spigaweb si avvale, nel doppiaggio, della collaborazione dell'attrice Rossella Gaudio).
La satira di Scalercio, sempre attento alla res brutia, prenderà di mira l'essere cosentini oggi.
Per Scalercio, non esiste un cosentino «medio», un soggetto che possa rispecchiare, da solo, tramite media matematica, le tante anime, le sfaccettature, i caratteri, i tic e le nevrosi del cittadino moderno della città di Telesio. Il «cosentino medio», nell'accezione corrente, è una locuzione usata solitamente con l'intenzione di mettere in evidenza, senza criterio, i difetti del proprio concittadino (facendo attenzione a non annettere in questo calderone disomogeneo, ovviamente, sé stessi). Scalercio è interessato a descrivere la pluralità dei caratteri, i più disparati - dall'intellettuale al meno colto, dallo «scafato» all'ingenuo - dell'homo brutius, attribuendo a ciascuno una propria dignità, la possibilità di andare in scena, l'opportunità di essere «cantato».
E fa ruotare tutto il resto del mondo attorno al capoluogo della Calabria Citra: è possibile che i soggetti della sua narrazione possano non essere necessariamente cosentini (da Obama al Papa, da Armstrong a Sigmund Freud), ma nel momento in cui appaiono nel suo racconto, diventano immediatamente cosentinissimi da generazioni.
Capita, quindi, che il calciatore Zinedine Zidane abbia vissuto, da adolescente, nel quartiere dello Spirito Santo, che Michael Jackson abbia frequentato l'asilo alle «Paparelle» e che Ernest Hemingway, spesso e volentieri, avesse frequentato «'na guagliuna ch'era nata ara Massa».

«Con Mario», sarà il pezzo romantico che Nunzio canterà alla chitarra nel tentativo di far commuovere i cosentini presenti in sala.
Lezioni di cosentino, volume uno sarà il primo step di un percorso teatrale che tenterà di esplorare, attraverso la lente dell'umorismo, l'universo di caratteri, intenzioni e luoghi dello spirito che afferisce all'essere «cosentino». Ma il cammino non è dei più facili. E la premessa di Scalercio, al proprio pubblico, è questa:

«È arrivato il momento di mettere le cose in chiaro, di guardarsi allo specchio e di pagare il conto. E tu non sarai esentato. Non puoi sfuggire. Ti senti cosentino, hai ostentato i tuoi natali bruzi in lungo e in largo? Hai sempre disdegnato l'oltre-campagnano come provincia dell'Urbe brutia?
Hai la foto di Bernardino Telesio fissa sul cruscotto con messaggio "non correre papà"?
Essere cosentino per te è sempre stato motivo d'orgoglio? Ok. Ora dovrai fare i conti con la realtà. Capire davvero cosa significa esserlo fino in fondo.
Nella buona e nella cattiva sorte.

Dall'autore di Spigaweb, Diario Bruzio e Incontri Ravvicinati del Quarto Lotto, il nuovo spettacolo teatrale che sconvolgerà le feste dei cosentini.
Perché dopotutto, Alarico era venutu in Italia pi ti fa u cuappu e tu festeggi le Invasioni cumu si fossa vinutu gisucristu, pruissù!»

Biglietto Unico € 12,00
Riduzioni per bambini, studenti Unical e over 65 (sono esclusi presidenti della Repubblica ed ex senatori decaduti).
Per INFO:
Teatro dell'Acquario
Tel. 0984 713125
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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