i rapporti sociali sono meno anonimi, le relazioni umane piu' immediate e quelli con le strutture meno appesantiti dalla burocrazia. Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta; Trento, Biella e Lucca. Queste le regioni e le province che indicano l'"indice di inserimento sociale" degli immigrati in Italia, ossia il livello di accesso ad alcuni beni e servizi fondamentali di welfare, come la casa e l'istruzione superiore. Lo si evince dal IX Rapporto Cnel sugli "Indici di integrazione degli immigrati in Italia".
Le migliori condizioni complessive di inserimento sociale degli immigrati si registrano quindi in due regioni medio-piccole a statuto speciale: il Trentino Alto Adige (che consta, in realta', delle due Province Autonome di Trento e Bolzano, rispettivamente al primo e all'ottavo posto della corrispondente graduatoria territoriale) e la Valle d'Aosta. Ancora una volta autonomia amministrativa e ridotte dimensioni geo-demografiche favoriscono l'inserimento sociale degli immigrati in loco, anche grazie a politiche di integrazione che, potendo essere piu' mirate alle esigenze specifiche del territorio, sono in grado di sostenervi con maggiore puntualita' ed efficacia i processi di inserimento.
Nella classifica delle regioni, seguono l'Abruzzo, le Marche, il Piemonte e l'Umbria. Per le province, quelle che fanno capo ai piu' grandi capoluoghi metropolitani sono, ancora una volta, tutte significativamente concentrate nelle zone piu' basse della graduatoria: Napoli al 97esimo posto, Firenze al 98esimo, Venezia al 99esimo, Roma al 100esimo e Milano al 103esimo e ultimo posto.





