Sigaretta elettronica, vietata come quella normale

Molti sono i dubbi che girano intorno al mito della famosa "sigaretta elettronica", ma quali sono i rischi?

E sopratutto, quanto può servire a migliorare la salute e allontanarsi dal vizio del fumo?

Queste sono alcune delle domande che i fumatori di tutto il mondo si pongono. L’Italia, in merito all’argomento, sembra intenzionata a seguire il modello francese. Pare infatti che il Consiglio superiore di sanità (Css) si sia riunito ieri per stabilire una volta per tutte le regole sulle e-cig. In Francia, secondo gli esperti, bisogna applicare le stesse misure adottate per il tabacco, tra cui anche il divieto nei luoghi pubblici. Il ministro francese della Sanità, Marisol Touraine, ha vietato le e-cig nei luoghi pubblici, dopo la diffusione di uno studio di Bertrand Dautzenberg: la sigaretta elettronica infatti, seppur meno pericolosa di quella tradizionale, non è sana al 100%. Va quindi vietata.

Non sarà quindi possibile fumare le sigarette elettroniche nei bar, nei ristoranti, negli uffici e nelle scuole. Saranno inoltre necessarie precauzioni per l’utilizzo delle e-cig fra i giovani e le categorie a rischio come, ad esempio, le donne in gravidanza. Insomma, la sigaretta elettronica viene assimilata in tutto e per tutto alla sigaretta tradizionale. E sono tantissimi i “fumatori elettronici”: stando ad un’indagine dell’Istituto superiore di sanità-Doxa, infatti, 500.00 fumatori sono passati abitualmente alla e-cig, spesso abbinandola a quella tradizionale. Piacciono, soprattutto a giovani e giovanissimi, anche perché si pensa che le sigarette elettroniche facciano meno male. 

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