All' I.C. di Oppido si tratta una questione vitale: L’aborto

Negli scorsi giorni si è parlato, durante l’Assemblea di Istituto del nostro Liceo, dell’aborto, senz’altro uno dei temi più discussi dalla società del nostro tempo, radicato da sempre nella storia dell’uomo.

Diversi sono stati gli aspetti evidenziati dal dibattito. Facendone una questione meramente etico-sociologica, prescindendo dal fatto che si abbia o meno un credo religioso, risulta difficile ovviare al problema con un’unica soluzione che possa pacificare efficacemente lo scontro a livello mondiale; il criterio di "giusto’’ e "sbagliato’’ diventa quindi soggettivo, permettendoci comunque di concretizzare un nostro pensiero personale che vede messe in luce le discrepanze di un continuo dibattito fra la vita e la morte, il pro e il contro. Il punto focale della discussione centra argomentazioni assai complesse: il potere e la coscienza che ogni uomo ha della propria vita e di quella altrui, il suo valore e il rispetto.
Per delineare meglio i tratti della questione è utile presentare quelle che sono le teorie delle due massima entità di riferimento: la Chiesa e lo Stato laico.
Analizzando la natura dell’embrione da un punto di vista religioso e scientifico, la Chiesa lo definisce come realtà che vive, come un "progetto reale’’ che è in potenza di esplodere d’amore dopo un’attesa di nove mesi, condannando quindi chiunque si permetta di troncarlo insieme all’ideologia diffusa di una società che spesso non lo riconosce come un male, quanto come una necessità e che, per questo motivo, ha già fatto e continua a fare molte, troppe, vittime.
Lo Stato, invece, legalizza l’aborto che non va inteso, secondo la legge, come una regolarizzazione delle nascite. Esso è concesso nel caso in cui garantisca la tutela della salute fisica e psicologica della madre, in caso di malattie e malformazioni del nascituro e di non adeguate condizioni economiche e familiari in cui questo possa crescere.
A questo punto diversi sono gli interrogativi da porsi; sono domande frequenti per chi si sofferma sull’argomento, che permettono di costruire una propria coscienza critica.
La "parola chiave’’ è proprio "coscienza’’, responsabilità.

L’embrione non è forse, anche dal punto di vista scientifico, un individuo ‘’unico e irripetibile’’ che si parli di anima o DNA?
Può un qualsiasi uomo decidere della vita di un altro?
Se l’uccisione di un uomo desta scalpore, quella di un bambino indignazione, perché giustifichiamo l’aborto con i problemi economici, una diagnosticata malattia del nascituro, una violenza subita? Per quanto forti possano essere questi temi, esiste una scusante per l’omicidio?

Alla luce di queste considerazioni… TU, DA CHE PARTE STAI?

Elisa Papalia
Classe IV A
Liceo Scientifico di Oppido Mamertina

Ultima modifica il Lunedì, 24 Febbraio 2014 10:17
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