Oggi riparliamo di debiti fuori bilancio. Trattiamo un argomento ostico ma quanto mai concreto nel nostro comune. Un argomento che impegna tutti i nostri discorsi, ogni giorno, in questa città che vuole sapere e conoscere tutta la verità sul disastro economico che ha colpito le casse del nostro comune. Nessuno si spiega, infatti, com’è possibile che Rende, la città del terzo millennio, modello dell’Europa prima ancora che questa diventasse unita, sede dell’università più grande del Meridione, non di una ma di ben due aree industriali, di bar, bowling, ristoranti, concessionari, centri commerciali, banche, e chi più ne ha più ne metta, insomma che Rende oggi si trovi in una situazione di predissesto finanziario e che il fantasma del dissesto si aggiri ancora su questa città. Quello che vogliamo sapere e che i cittadini vogliono sapere è molto semplice ma a quanto pare impossibile: che fine hanno fatto i sodi? Dove sono andati a finire? Perché ci ritroviamo oggi a pagare avvocati, bollette della luce e del gas, il servizio delle mense scolastiche e qualt’altro che sarebbero dovuti essere pagati anni addietro? Cos’è successo? Di chi sono – se ci sono - le responsabilità?
Ci è stato chiesto se avevamo qualche dubbio in merito ai debiti fuori bilancio che oggi devono essere legittimati. Se volevamo altre spiegazioni o chiarimenti. Da parte mia ho risposto di no, che mi era tutto chiaro così com’è chiaro al gruppo di attivisti che mi sostiene, con i quali abbiamo affrontato una dura campagna elettorale puntando tutto sulla denuncia di quei conti che non tornano nelle casse del comune. Noi abbiamo le idee chiarissime sulle responsabilità che si dovrebbe assumere una certa classe politica che ha gestito in modo allegro e dissennato questo comune indebitando i suoi abitanti, comprese le prossime generazioni. Perché un dato è certo: chi nasce oggi a Rende si trova già sulle spalle un debito quantificato, e un altro da quantificare. Ma per certo, e grazie al piano di rientro rimodulato, si trova sulle spalle un debito contratto con la Cassa depositi e Prestiti di undici milioni di euro, che da una parte – è vero – immette liquidità in un sistema economico stagnante, ma dall’altra – è sacrosanto ribadirlo – graverà sul nostro futuro per 30 anni almeno. Sempre che non intervenga un gioco alchemico o non si compia un vero e proprio miracolo. Ma lasciamo da parte le divinazioni sul futuro e riprendiamo in mano il vero problema di questa città che son le casse vuote del comune.
Allora ri-chiediamo a questa maggioranza che oggi, compiendo un atto di responsabilità, approverà quei debiti fuori bilancio: dove sono andati a finire quei soldi, come sono stati spesi e da chi?.
Sorprende ogni volta sentirsi chiamati in causa - non dai cittadini, che come noi intravedono la verità -, ma dai rappresentanti istituzionali della politica cittadina che ci addebitano delle responsabilità che non ci appartengono perché quei debiti non li ha prodotti il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, che pure nel corso degli ultimi Consigli ha votato contro l’approvazione i debiti e gli ulteriori debiti che si stavano producendo per tappare i buchi dei bilanci. Senza considerare che è inutile tirare una coperta che è corta, troppo corta.
Oggi, siamo sicuri, assisteremo allo stesso balletto delle responsabilità: chi dovrebbe alzare la mao per votare a favore del riconoscimento di questi debiti si asterrà, senza assumersi l’onere di rappresentare la classe politica che ha generato questo scempio.
Mentre chi ha generato altri debiti per pagare quelli vecchi e che continua a non mantenere le promesse fatte ai cittadini rendesi, porterà avanti il suo piano di salvataggio per la città di Rende.
Un piano che – lo diciamo a chiare lettere - non condividiamo, anche perché nonostante le belle parole sulla costituente, nonostante gli incontri organizzati come se fossimo tutti una grande maggioranza – ma non lo siamo -, a noi un parere sul come si intendeva procedere per risolvere il problema dei debiti non è stato chiesto. E quindi voteremo contro. Contro le bugie dette in campagna elettorale dall’allora candidato a sindaco, e oggi sindaco, su quell’operazione verità “debiti fuori bilancio”. Quanti sono veramente? Cosa si tiene nascosto alla città?
Sono queste le istanze politiche che oggi poniamo all’attenzione della maggioranza come della minoranza di questo consiglio comunale. Sono queste le cose che i cittadini di rende che pagano le tasse e continuano a pagarle anche oggi che sono alle stelle, vogliono sapere. Euro su euro, vogliamo sapere per filo e per segno in quale triangolo delle bermuda sono finiti i nostri soldi. È un dovere che si deve nei confronti dei cittadini e di tutti quei commercianti che stanno pagando, loro sì, il debito comunale, con tasse aumentate fino al 300 per cento, con rate promesse e non concesse da questa amministrazione, con conti che anche in questo caso non tornano e che rischiano di far fallire tante attività o di farle agire nell’illegalità.
Facciamo allora un passo indietro: una classe politica crea debiti su debiti per realizzare un modello di città non sostenibile economicamente e resta impunita. Le sue colpe, però, le pagano tutti i cittadini che, se sbagliano, rischiano pesanti sanzioni come se fossero loro i criminali da perseguire. È il mondo alla rovescia: chi dovrebbe pagare non paga, chi non ha colpe deve sobbarcarsi quelle degli altri: dei potenti.
Per questo motivo alla gente, e anche a noi, poco importa delle riflessioni oratorie sulla politica, sulle idee e sulla filosofia spicciola di un Consiglio comunale di provincia. Un consiglio che poteva aspirare a ben altro, a bel altri temi da trattare, e che invece si deve accontentare di vivere alla giornata. I cittadini ringraziano.





