La Calabria dice NO al Referendum

La Calabria è quasi del tutto schierata con il No al Referendum per la riforma costituzionale promossa dal Governo, solo il 33 % per il Sì.

Il 67% delle preferenze vota NO, un vero e proprio schiaffo morale in pieno volto per il Premier Renzi e non solo,

un grosso colpo anche per Mario Oliverio, completamente a favore del Si.

La Calabria ha mostratol il 54,43%, pari a 845.775 persone che hanno deciso di andare a manifestare il proprio diritto al voto. A Catanzaro i votanti sono stati 163.822 con una percentuale del 56,71% (il Sì al 33,83% - il No, al 66,17%); a Reggio Calabria, 430.335 gli elettori e 228.413 i votanti, con una percentuale del 53,07% (il Sì al 31%; il No al 68,95%). 

Gli elettori a Cosenza erano 537.558, i votanti sono stati 320.545, con una percentuale 55,88% (per il Sì il 33,45%- per il no, 66,55%); Mentre a Vibo Valentia, su 127.853 elettori, i votanti sono stati 69.338, con una percentuale 54,23% (per il Sì 35,93% - per il No, 64,07%).

Infine Crotone dove gli elettori erano 133.133, i votanti sono stati 63.657, con una percentuale 47,81% (il Sì al 32,20% - il No al 67, 80%).

I dati nazionali riportano per il No, il 59,95%, per il Sì, il 40, 05%. Alta l’affluenza alla urne dal momento che si sono recati al voto il 68,48% degli italiani. Elettori in totale 46.720.943, i votanti – invece - 31.997.916. All’Estero vittoria del Sì con il 64,70% dei voti. Il No si ferma al 30,30%.

“Prendiamo atto della netta volontà popolare – commenta il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno – e da questa ripartiamo nella nostra azione politica. Il voto del Sud fotografa uno stato di malessere che non può passare in secondo piano".

 

Una Regione con un altissimo alto di disoccupazione, un rischio povertà che vede 3 su 10 abitanti in fortissima crisi economica. Una popolazione intera che vede svaniti alcuni dei progetti che per anni e anni hannoi visto uno spiraglio di speranza, forse mai realizzata. Chi inaugura ora la Salerno-Reggio Calabria? E chi potrà dare tutti i posti di lavoro che servono? E il Ponte sullo Stretto?

 

“Prendiamo atto della netta volontà popolare – commenta il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno – e da questaripartiamo nella nostra azione politica. Il voto del Sud fotografa uno stato di malessere che non può passare in secondo piano. Rimaniamo fermamente convinti che la strada del rinnovamento non vada abbandonata, al contrario perseguita con forza e determinazione. Si apre una fase di difficile decodificazione sul piano strettamente politico ma il Pd tutto, a partire da quello calabrese, mantiene salda la barra del riformismo e della volontà di incidere positivamente nella vita del nostro Paese e della nostra regione, portando avanti e fino in fondo quei processi di rinnovamento che in maniera chiara ci vengono chiesti dai cittadini”. Parole obbligate quelle di Magorno. Caduto il premier, però, in Calabria i neo renziani hanno già la valigia in manoe si stanno organizzando per ritornare alla corte di Bersani e di D’Alema.

Non prima di una resa dei conti. All’interno del partito c’è chi punta il dito contro i suoi compagni. Un dirigente si sfoga: “Penso che molti consiglieri regionali non abbiamo fatto niente in questa campagna elettorale. Ci sono parlamentari di Cosenza e Lamezia che hanno fatto solo parate”.

Vota questo articolo
(0 Voti)