M5S, su primarie e legge elettorale intervenga governo

Catanzaro - I parlamentari del M5S Nesci, Morra, Parentela e Dieni hanno scritto al Presidente del Consiglio e al Ministro dell'Interno,

affermando che ''la Regione Calabria, che opera in una crisi istituzionale conseguente alle dimissioni e alla sospensione del governatore in carica, ha deciso di tenere le primarie per il candidato successore; con il decreto presidenziale n. 56/2014 attuando la legge regionale n. 25/2009 e il regolamento collegato. In sintesi, - scrivono - vi saranno elezioni preliminari a spese dei contribuenti, allo scopo di individuare i candidati delle singole forze politiche alla carica di presidente. Non puo' sfuggire che la scelta e' arrivata in un momento di palese delegittimazione politica, in cui la Giunta regionale e' chiamata alla gestione dell'ordinario e il Consiglio regionale, gia' sciolto, al mero compimento degli atti indifferibili. Secondo l'assessore calabrese al Lavoro, Nazareno Salerno, per le suddette primarie serviranno 2,5 milioni di euro. Una simile spesa appare inconciliabile - affermano - con le condizioni di cassa dell'Ente, che di recente la Ragioneria dello Stato ha giudicato severamente critiche, dopo approfondito esame dei conti pubblici. Sul sito istituzionale, - fanno rilevare - la Regione Calabria ha comunicato, riguardo alle primarie in argomento, che ''le liste, con la prescritta documentazione, vanno presentate entro le ore 12 del quattro luglio prossimo alla sede dell'Ufficio elettorale''''. Cio' - secondo i Cinquestelle - puo' avere soltanto un significato: mentre governo e parlamento dialogano per le riforme istituzionali, che i vertici della Repubblica vogliono condivise, la Regione Calabria ignora le altre forze politiche del territorio e, con legge elettorale incostituzionale e con la conventio ad excludendum delle attuali primarie, impone ai cittadini un apparente esercizio di democrazia, vuoto e pernicioso. Ecco perche' - continuano - ci rivolgiamo a loro, affinche', in virtu' dei rispettivi poteri e cariche, richiamino il governo e il parlamento regionale della Calabria a un ravvedimento sulla legge elettorale e sulle citate primarie, accompagnato da un successivo percorso di piena condivisione rispetto alle modalita' per il rinnovo degli organi elettivi. Se cio' non avvenisse, magari per vincoli nella lettera del titolo V della Costituzione, di fatto si confermerebbe, ahinoi, l'esistenza di un'Italia divisa e diversa, in cui la democrazia degrada progressivamente verso Sud''.

Vota questo articolo
(0 Voti)