reggina – sia solo il primo episodio di una lunga serie di confronti che veda l'affermarsi di un metodo innovativo – ma usuale per chi ha deciso di fare della politica un gioco nuovo – basato sullo scambio effettivo e non sul sapere già quale percorso si vuole fare, facendo finta di deciderlo con i cittadini.
molinari
Per questo motivo ho voluto evitare di “spendere” banalmente – a livello mediatico – la divulgazione di quello che vorrebbe essere solo un primo di una lunga serie di appuntamenti, con la possibilità di ulteriori inserimenti da parte di altri portatori di interessi (stakeholder).
Il secondo approdo della Commissione Antimafia a Reggio Calabria – il terzo in Calabria – è, in effetti, indicativo del livello di pericolosità della 'ndrangheta nella nostra società, organizzazione invasiva che propone un modello alternativo alla società civile fondato sul sopruso e il cui successo è frutto delle lacune – spesso volute – dell'ordinamento.
L'organicità della 'ndrangheta, che parte dal controllo del territorio, ha fatto un deciso salto di qualità con la sua capacità di spendersi sul mercato finanziario per impiegare le risorse ricavate dalle attività criminose nell'economia pulita, facendo perdere le origini criminali dei patrimoni accumulati.
L'importanza dell'unità d'azione con le forze messe in campo dallo Stato per combattere il fenomeno deve essere afferrata da quelle forze dell'associazionismo civile che sono sorte, per i motivi più vari, per contrastare questa organizzazione criminale.
Occorre approfittare di un momento che sembra segnare un intervento diretto ad impiegare sul territorio nuove e maggiori forze che puntano anche su un salto qualitativo nel controllo delle informazioni sull'articolazione del fenomeno criminale, al fine di avere contezza della sua ramificazione : una fase necessaria se si vuole colpirlo mortalmente.
Se si vuole fare della capacità delle libere associazioni un momento diverso dal coltivare – pur con quanta cura si voglia ma in modo perfettamente inutile – il proprio orticello bisogna cercare di agire in modo corale : io, per il M5S, mi offro da ideale sponda informativa o, al più, da catalizzatore nella libera formazione del convincimento.
Come si sa, noi non ci proponiamo come capi di alcunché, volendo unicamente confonderci come cittadini tra i cittadini nella libera proposizione del miglior modo di soddisfare il pubblico interesse, che poi è il nostro interesse.
E' evidente il pericolo costituito da chi ha intenzione di drogare le prossime competizioni elettorali, soprattutto quelle reggine e le prossime regionali, a causa della recente condanna dell'ormai ex Governatore della Calabria. Un pericolo che nasce dalla necessità, con il possibile cambio alle leve del potere (mi auguro non nella direzione auspicata dalla 'ndrangheta e dalla politica ad essa alleata), di ristabilire nuovi equilibri comunque consoni alla criminalità.
In tale tentativo, sarà necessario depotenziare l'intenzione – di certa politica fiancheggiatrice della criminalità organizzata – di porsi come argine al caos, magari quello creato ad arte con una certa strategia della tensione civile (l'anno scorso, si ricorderà, è stato un proliferare di incendi dolosi). E sarà necessario che dalla rottura di certi equilibri, sancita dalle ultime iniziative giudiziarie nei confronti delle 'ndrine, venga impedito la creazione di nuovi, con l'avvicendarsi dell'establishment del malaffare. Occorre registrare come, in tale contesto, sia possibile il ritorno della 'ndrangheta ad una vocazione stragista nei confronti dei servitori dello Stato.
Un capitolo a parte merita, per l'importante momento di riflessione su quel rimedio doloroso costituito dallo scioglimento degli enti locali per l'infiltrazione mafiosa, l'audizione dei commissari del comune di Reggio Calabria. La denuncia d'isolamento, in quanto non bene accetti dalla comunità, dovrebbe indurre in loro la considerazione del fallimento di due importanti obiettivi : il primo strategico, costituito dal non aver capito che il loro ruolo non era puramente e semplicemente amministrativo ; il secondo tattico, costituito dalla rinuncia della gestione e dell'intervento sulla pianta organica della struttura comunale.
Riguardo a quest'ultimo aspetto, era emersa con chiarezza la responsabilità di diversi dirigenti nell'assegnazione di appalti a ditte coinvolte nella criminalità organizzata e sono incomprensibili i motivi che hanno visto, nell'inerzia dei commissari, tali persone continuare a ricoprire quegli incarichi. Non ci si può far meraviglia, di fronte a tale comportamento, della crescita di un senso di ostilità in coloro che avrebbero invece dovuto incidere nella gestione amministrativa del comune.
In conclusione, il futuro dello sviluppo della società reggina, nella sua capacità di coinvolgere l'intera provincia ma anche l'intera regione, passa per la capacità dei cittadini e delle libere associazioni in cui si riuniscono di articolare una proposta unica – secondo le competenze e le predisposizioni, originarie ed acquisite, di ognuno – per contrastare l'azione della 'ndrangheta.
Il modo in cui si svilupperà concretamente tale proposta non sarà decisivo quanto la convinzione dell'azione di sostegno a quelle forze che, concretamente, si occupano di reprimere le iniziative che attentano in modo più pericoloso alla società civile. E' fondamentale che l'attuale vuoto politico ed amministrativo di Reggio e della Calabria intera non venga lasciata alla brama di conquista delle organizzazioni criminali e dei loro alleati, annidati nella classe dirigente e nelle istituzioni.
Nella ricerca di questo sforzo comune voglio intanto ringraziare – in qualità di moderatore – Stefano Perri (giornalista di Strill), Tiberio Bentivoglio – testimone di giustizia – e Mimmo Nasone (per Libera), Gianni Sergi (per Ethos), Andrea Cuzzocrea (per Confindustria).
Voglio rimarcare che il luogo di svolgimento dell'incontro è stato messo a disposizione da Filippo Cogliandro, un altro uomo che – insieme con Tiberio Bentivoglio – con coraggio si è opposto alla 'ndrangheta : ambedue hanno pagato personalmente la loro caparbia onestà e di questo occorre dare loro merito.
Ma soprattutto voglio ringraziare tutti gli attivisti del M5S che – grazie al coordinamento del MeetUp Reggio Calabria 5 Stelle – hanno partecipato a tale incontro, pur – non è un mistero – coltivando diversi punti di vista nella presenza del territorio ma comunque contribuendo al confronto : sarà importante, se non doveroso, che allo scandire delle prossime competizioni elettorali si persegua un'unità d'intenti.
E quale migliore banco di prova costituisce la progettualità delle future iniziative comuni da mettere in campo ?





